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La manifestazione aerea “Cielo Sardegna 2011 - 150° Anniversario dell'Unità d'Italia" si terrà il giorno 21 agosto presso il lungomare... 
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PASSEGGIANDO IN UN SECOLO DI STORIA, DAL FAUSTO NOCE AL COSTA SMERALDA

  Il passato aeronautico di Olbia appare tutto racchiuso nella naturale staffetta  tra il piccolo, e quasi romantico aeroporto Vena Fiorita, un aeroporto di campagna, e il nuovo del Costa Smeralda, nella sua seconda, modernissima riedizione. Non è proprio così. Dobbiamo tornare molto più indietro.Dei primi passi di Olbia aeronautica poco è presente nella memoria dei  giovani, poche immagini rappresentate dalla palazzina  del campo di aviazione Fausto Noce e, fino a pochi anni fa, dalle rovine dell’hangar  dell’idroscalo.Il sito militare dell’idroscalo  era situato nello specchio d’acqua fra l’imboccatura della  piccola e tranquilla insenatura di Porto Romano  e la strada che, rubando lo spazio al mare, conduce all’Isola Bianca. L’inaugurazione avvenne, con la benedizione del Vescovo di Sassari, Mons. Cannas, il 15 maggio 1927. I collegamenti ad uso civile iniziarono circa un anno dopo. Terranova era stata destinata ad essere la tappa intermedia della tratta Cagliari – Ostia che, dapprima bisettimanale, divenne trisettimanale e poi giornaliera. Non mancavano certo i passeggeri i quali non si facevano scoraggiare neppure dall’alto costo del biglietto. Il volo inaugurale della linea avvenne il 21.04.1928 con partenza da Ostia.

i vollero 100 minuti al Savoia Marchetti I-ABEE per raggiungere Terranova,  scortato da un idrovolante S59 che, più veloce, gli faceva da apripista. Dopo una breve sosta l’I-ABEE ripartì alla volta di Cagliari dove ammarò dopo altri 100 minuti di volo. L’arrivo all’idroscalo “Anfossi” di Terranova, così come all’idroscalo di Cagliari, fu accolto da una piccola folla festante ed entusiasta, dalle autorità  accompagnate dalle loro consorti  per sottolineare la solennità e l’importanza dell’evento che  riduceva, per chi fosse in possesso di  coraggio e mezzi monetari ad una manciata di ore il viaggio lunghissimo ed estenuante dall’Isola al Continente.“Su quel primo S55 immesso nella rotta sarda (un idrovolante capace d'una velocità di 165 chilometri orari e di un carico utile di 3 mila chili) decollato dalle acque di Ostia, erano saliti i primi passeggeri di quella che poteva ben definirsi un'avventura da pionieri.

:. STORIA DEL''AEROCLUB .:

 

Arrivo del Principe Karim Aga Khan a Vena Fiorita - 1963

Il cronista del quotidiano locale li aveva scrupolosamente ricordati: a bordo infatti vi erano "il gen. Andreani, amministratore della compagnia aerea, il capitano dell'esercito Mameli e signora, il com. Pischedda e l'ing. Giulio Dolcetta". Alla guida erano due esperti piloti, i capitani Federico Berardi e Rigoberto Salminci. La tratta ebbe successo immediato. Sul volo di ritorno, all’imbarco di Cagliari  si presentarono 14 persone per occupare gli otto posti disponibili: furono tutte prese a bordo. All’idroscalo di Olbia, all’imbarco,  altri 3 passeggeri in attesa… vennero imbarcati anch’essi|. Il pilota dell’idrovolante di scorta era un pioniere dell’aria: Francesco de Pinedo. L’anno prima, proprio dalla Sardegna, idroscalo di Elmas, aveva iniziato il volo in solitaria alla volta degli Stati Uniti. Nel 1929 lo scalo intermedio di Terranova sulla linea Cagliari – Ostia venne soppresso.

La tappa venne ripristinata 8 anni dopo nell’accogliente e sicura baia di Alghero. Fin dagli anni 20 e  negli anni 30 operarono, a Terranova,  due stazioni dell’aviazione militare: l’idroscalo e il campo di aviazione Fausto Noce.  Il Fausto Noce occupava la fascia di terra pianeggiante che oggi è sede dagli impianti sportivi del Caocci. Vicino al maneggio  possiamo ancora vedere i ruderi della palazzina che ospitava il comando, la stazione meteo, gli uffici del controllo traffico ed  attorno ad essa ruotava molta della vita sociale dei notabili di allora. Entrambe le strutture erano ad uso esclusivo militare, fatta eccezione per il breve periodo in cui fu operativa la linea Ostia-Terranova-Cagliari. L’ubicazione di  queste strutture  e la vicinanza con il porto furono all’origine dei tragici bombardamenti alleati che colpirono Olbia  durante la seconda guerra mondiale. Durante il periodo bellico nei pressi di Monte S’Abe, dolcissima collina alla cui sommità svetta la torre giuducea di Casteddu, il Castello di Pedres,  divenne operativo un piccolo aeroporto dal bel nome  di Vena Fiorita. Anch’esso ad uso esclusivo dei militari, asservito alla compagnia tedesca di stanza ad Olbia.  

Hotel Apidoru 1976

Aeroporto Vena Fiorita 1949

Dopo la firma dell’armistizio dell’Italia con gli alleati, durante la ritirata, i tedeschi cercarono di distruggere le postazioni militari  ma la struttura imponente  dell’hangar dell’idroscalo si dimostrò così robusta che l’esplosione piegò solo  poche travi. L’hangar rimase intatto. Dopo la guerra, l’idroscalo e il campo di aviazione Fausto Noce furono dismessi e la città vi crebbe intorno e dentro. Vena Fiorita proseguì nei suoi compiti militari aprendosi sempre di più ai civili. Alla la fine degli anni 40 la prima compagnia ad utilizzare regolarmente la pista in terra battuta di Vena Fiorita fu l’Airone, sulla tratta Olbia – Roma, volando con  un  G12, trimotore residuato della  guerra appena finita,  adattato al trasporto passeggeri

Seguirono le compagnie aeree Ali Flotte Riunite e LAI.

Nel 1964 il giovane e lungimirante Principe Karim Aga Khan, a cui tutti noi dobbiamo molto nonostante le complicate vicende  politico-economiche che nel tempo sono accadute, fece di questo bell’aeroporto fra gli stazzi di Gallura la base della compagnia aerea Alisarda. La compagnia iniziò operando su una corta striscia di asfalto tanto che fu necessario allungarla di qualche centinaio di metri con terra battuta.

La strada provinciale che ancora oggi lambisce l’aeroporto era armata di semafori che avevano il compito di fermare il traffico all’arrivo degli aerei, solo un muretto a secco separava la strada dall’inizio della pista e non furono pochi i carrelli ad urtarlo in fase di atterraggio. Tutt’intorno la più bella Sardegna, pecore al pascolo, molto spesso sulla pista.

ALISARDA - Savoia Marchetti IABEE

MC Donnel Douglas DC 10

 

Così fu l’inizio, un inizio che cambiò la nostra vita anche se allora non ne eravamo pienamente consapevoli: con due Beeccraft C45 e poi, rapidamente nel cambiamento, i Nord 262 e i Fokker 27.

Nei primi anni 70 i Fokker vennero sostituiti con i DC9 e si trasferì la base operativa  Aliasarda da Vena Fiorita all’aeroporto Costa Smeralda dapprima in locali temporanei e poi definitivamente nella aerostazione dal disegno inconfondibile e mediterraneo. I primi tempi trascorsero davvero in locali e  condizioni  precari. Una notte un incendio  distrusse buona parte di quelle strutture provvisorie, proprio dove ora sorge l’Aviazione Generale, vanto in Europa del nostro aeroporto  e che costrinse gli operatori, già molto sacrificati, a situazioni di lavoro al limite del possibile.

E’ storia recente l’inizio dei lavori per l’ampliamento del Costa Smeralda, inaugurato poche settimane fa. Un nuovo aeroporto per servire il traffico passeggeri sempre più numeroso con investimenti sempre più importanti, orizzonti sempre  più ampi… insomma: oggi.

Ringraziamo per la preziosa e generosa collaborazione il Sig. Gianni Izzo e il Sig. Rino Pitozzi

 

AERO CLUB OLBIA COSTA SMERALDA  Casella postale 131 - C.A.P. O7026 OLBIA (OT) Tel. 0789/69000 - Fax 0789.396821

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