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PASSEGGIANDO IN UN
SECOLO DI STORIA, DAL FAUSTO NOCE AL COSTA SMERALDA
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Il passato aeronautico di
Olbia appare
tutto racchiuso nella naturale staffetta tra il piccolo, e
quasi romantico aeroporto Vena Fiorita, un aeroporto di campagna, e
il nuovo del Costa Smeralda, nella sua seconda, modernissima
riedizione. Non è proprio così. Dobbiamo tornare molto più indietro.
Dei primi passi di Olbia aeronautica poco è presente nella memoria
dei giovani, poche immagini rappresentate dalla palazzina
del campo di aviazione Fausto Noce e, fino a pochi anni fa, dalle
rovine dell’hangar dell’idroscalo.Il
sito militare dell’idroscalo era situato nello specchio d’acqua fra
l’imboccatura della piccola e tranquilla insenatura di Porto Romano e
la strada che, rubando lo spazio al mare, conduce all’Isola Bianca.
L’inaugurazione avvenne, con la benedizione del Vescovo di Sassari,
Mons. Cannas, il 15 maggio 1927. I collegamenti ad uso civile iniziarono
circa un anno dopo. Terranova era stata destinata ad essere la tappa
intermedia della tratta Cagliari – Ostia che, dapprima bisettimanale,
divenne trisettimanale e poi giornaliera. Non mancavano certo i
passeggeri i quali non si facevano scoraggiare neppure dall’alto
costo del biglietto. Il volo inaugurale della linea avvenne il
21.04.1928 con partenza da Ostia.
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Aeroporto Vena Fiorita 1949 |
Ci
vollero 100 minuti al Savoia Marchetti
I-ABEE
per raggiungere Terranova, scortato da un idrovolante S59 che, più
veloce, gli faceva da apripista. Dopo una breve sosta l’I-ABEE
ripartì alla volta di Cagliari dove ammarò dopo altri 100 minuti di
volo. L’arrivo all’idroscalo “Anfossi” di Terranova, così come
all’idroscalo di Cagliari, fu accolto da una piccola folla festante
ed entusiasta, dalle autorità accompagnate dalle loro consorti per
sottolineare la solennità e l’importanza dell’evento che riduceva,
per chi fosse in possesso di coraggio e mezzi monetari ad una
manciata di ore il viaggio lunghissimo ed estenuante dall’Isola al
Continente.“Su quel primo S55 immesso nella rotta sarda (un
idrovolante capace d'una velocità di 165 chilometri orari e di un
carico utile di 3 mila chili) decollato dalle acque di Ostia, erano
saliti i primi passeggeri di quella che poteva ben definirsi
un'avventura da pionieri.
Il
cronista del quotidiano locale li aveva scrupolosamente ricordati: a
bordo infatti vi erano "il gen. Andreani, amministratore della
compagnia aerea, il capitano dell'esercito Mameli e signora, il com.
Pischedda e l'ing. Giulio Dolcetta". Alla guida erano due esperti
piloti, i capitani Federico Berardi e Rigoberto Salminci. La tratta
ebbe successo immediato. Sul volo di ritorno, all’imbarco di
Cagliari si presentarono 14 persone per occupare gli otto posti
disponibili: furono tutte prese a bordo. All’idroscalo di Olbia,
all’imbarco, altri 3 passeggeri in attesa… vennero imbarcati anch’essi|.
Il pilota dell’idrovolante di scorta era un pioniere dell’aria:
Francesco de Pinedo. L’anno prima, proprio dalla Sardegna, idroscalo
di Elmas, aveva iniziato il volo in solitaria alla volta degli Stati
Uniti. Nel 1929 lo scalo intermedio di Terranova sulla linea
Cagliari – Ostia venne soppresso.
La
tappa venne ripristinata 8 anni dopo nell’accogliente e sicura baia
di Alghero. Fin dagli anni 20 e negli anni 30 operarono, a
Terranova, due stazioni dell’aviazione militare: l’idroscalo e il
campo di aviazione Fausto Noce. Il Fausto Noce occupava la fascia
di terra pianeggiante che oggi è sede dagli impianti sportivi del
Caocci. Vicino al maneggio possiamo ancora vedere i ruderi della
palazzina che ospitava il comando, la stazione meteo, gli uffici del
controllo traffico ed attorno ad essa ruotava molta della vita
sociale dei notabili di allora. Entrambe le strutture erano ad uso
esclusivo militare, fatta eccezione per il breve periodo in cui fu
operativa la linea
Ostia-Terranova-Cagliari.
L’ubicazione di queste strutture e la vicinanza con il porto
furono all’origine dei tragici bombardamenti alleati che colpirono
Olbia durante la seconda guerra mondiale. Durante il periodo
bellico nei pressi di Monte S’Abe, dolcissima collina alla cui
sommità svetta la torre giuducea di Casteddu, il Castello di Pedres,
divenne operativo un piccolo aeroporto dal bel nome di Vena
Fiorita. Anch’esso ad uso esclusivo dei militari, asservito alla
compagnia tedesca di stanza ad Olbia.
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Dopo la firma
dell’armistizio dell’Italia con gli alleati, durante la ritirata, i
tedeschi cercarono di distruggere le postazioni militari ma la
struttura imponente dell’hangar dell’idroscalo si dimostrò così
robusta che l’esplosione piegò solo poche travi. L’hangar rimase
intatto. Dopo la guerra, l’idroscalo e il campo di aviazione Fausto
Noce furono dismessi e la città vi crebbe intorno e dentro. Vena
Fiorita proseguì nei suoi compiti militari aprendosi sempre di più
ai civili. Alla la fine degli anni 40 la prima compagnia ad
utilizzare regolarmente la pista in terra battuta di Vena Fiorita
fu
l’Airone, sulla tratta Olbia – Roma, volando con un G12,
trimotore residuato della guerra appena finita, adattato
al trasporto passeggeri
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ALISARDA -
Savoia Marchetti IABEE |
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Arrivo
del Principe Karim Aga Khan a Vena Fiorita - 1963 |
Seguirono le compagnie
aeree Ali Flotte Riunite e LAI.
Nel 1964 il giovane e
lungimirante Principe Karim Aga Khan, a cui tutti noi dobbiamo molto
nonostante le complicate vicende politico-economiche che nel tempo
sono accadute, fece di questo bell’aeroporto fra gli stazzi di
Gallura la base della compagnia aerea Alisarda. La compagnia iniziò
operando su una corta striscia di asfalto tanto che fu necessario
allungarla di qualche centinaio di metri con terra battuta.
La strada provinciale
che ancora oggi lambisce l’aeroporto era armata di semafori che
avevano il compito di fermare il traffico all’arrivo degli aerei,
solo un muretto a secco separava la strada dall’inizio della pista e
non furono pochi i carrelli ad urtarlo in fase di atterraggio. Tutt’intorno
la più bella Sardegna, pecore al pascolo, molto spesso sulla pista.
Così fu l’inizio, un
inizio che cambiò la nostra vita anche se allora non ne eravamo
pienamente consapevoli: con due Beeccraft C45 e poi, rapidamente nel
cambiamento, i Nord 262 e i Fokker 27.
Nei primi anni 70 i
Fokker vennero sostituiti con i
DC9 e si trasferì la base operativa Aliasarda da Vena Fiorita all’aeroporto Costa Smeralda
dapprima in
locali temporanei e poi definitivamente nella aerostazione dal
disegno inconfondibile e mediterraneo. I primi tempi trascorsero
davvero in locali e condizioni precari. Una notte un incendio
distrusse buona parte di quelle strutture provvisorie, proprio dove
ora sorge l’Aviazione Generale, vanto in Europa del nostro
aeroporto e che costrinse gli operatori, già molto sacrificati, a
situazioni di lavoro al limite del possibile.
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DC 9 -10 |
E’ storia recente
l’inizio dei lavori per l’ampliamento del Costa Smeralda, inaugurato
poche settimane fa. Un nuovo aeroporto per servire il traffico
passeggeri sempre più numeroso con investimenti sempre più
importanti, orizzonti sempre più ampi… insomma: oggi.
Ringraziamo per la
preziosa e generosa collaborazione il Sig. Gianni Izzo e il Sig.
Rino Pitozzi
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